madhouse...
a certe temperature i pensieri crescono e si infoltiscono fulminei come i peli.
e così, all'alba, nell'intima calura di una conversazione felina, ho istruito il gatto su come sgambettare nel perimetro infuocato di questa giornata, esortandolo a bagnarsi zampini e polsini con acqua fresca.
almeno cinqueseisetteottonovedieciventi volte al dì. che l'estate la chiamano estate.
poi gli ho raccontato la storia della mezza mela che diventò torsolo.
ma lui non sembra gradire l'acqua e la frutta.
*ho sembianze e abiti come manichini in vetrina d'autunno.
*al posto dei capelli ho cespugli di broccoletti - prodigi dell'umidità sovrana.
*gioco spesso con i semafori: verde m'ama. rosso non m'ama. arancio lassù qualcuno mi ama
*se esistesse l'alfabeto braille per i pensieri ciechi io lo vorrei imparare.
*è nato prima l'uovo o il padellino?
*è più digeribile l'uovo sodo o l'uomo fritto?
la domenica è un giorno femminile e singolare.
il sabato è un giorno maschile e singolare.
tutti gli altri giorni sono maschili e plurali.
bassa pressione, occhi mimetizzati nella faccia verde e pallottoliere alla mano.
vorrei formulare dichiarazioni d'amore e invece redigo, sottobanco e sottocosto, dichiarazioni fisicamente uniche. sommo redditi di partecipazione affettiva, deduco oneri seducibili, moltiplico dividendi con elevato quoziente di appartenenza e in una frazione di secondo aggiungo il resto a quel che manca.
a conti sfatti, proclamerei la bancarotta morale avanzando l'ipotesi di un'evasione solare e di un'invasione barometrica, ma ho dichiarato guerra ad una macchia di gelato al cioccolato infiltrata su tessuto di intimo indumento.
per cui
stasera
sinceramente
me ne infisco
ci sono settimane che iniziano con un trillo irriverente e non riesci a capire perchè
ci sono settimane che sospetti iniziate solo per l'acido lattico che dalle gambe si spara al cervello con la consistenza di yogurt denso e aspro, e masse di pensieri muscolosi supplicano una seduta straordinaria di stretching.
ci sono settimane che iniziano pallide e aspettano una trasfusione di vita.
ci sono settimane che iniziano bradicardiche e necessitano urgentemente di un impianto pacemaker
ci sono settimane che iniziano già finite e bisognerà attendere la domenica per capirne l'inizio
ci sono settimane che iniziano e non sai su quali basi
spaziale? navale? polare? lunare? solare? assiale?
base per altezza fratto due?
la mia bacchetta magica è andata in corto circuito
pertanto, si avvisa la spettabile lamentela che la realizzazione di sogni e bi-sogni è momentaneamente sospesa.
se son rose pioveranno.
in una sera di una primavera poco vera e molto nera, mi suggerirei, con un labiale al sale, di iscrivermi ad un corso multimediale interattivo polifunzionale, dove poter imparare a conversare fluentemente con le strutture in tubo d'acciaio cromato delle chaises longues, a comprendere il linguaggio dei rubinetti in acciaio satinato - con doccino integrato - e instaurare rapporti di complice intimità con le guarnizioni in gomma per caffettiere in alluminio.
ma è solo un'idea.
tazza idea di fare ancora un caffè.
scrivo e non so scrivere
leggo e non so leggere
penso e non so pensare
decido e non so decidere
è un cervello intasato senza corsia d'emergenza.
ho bisogno di alcol
prima da bere
e poi per darmi fuoco
facciamo che questo posto è una panchina virtuale dove mi accomodo a piedi scalzi, senza trucco e senza affanno.
facciamo che, a volte, certe persone sanno sdegnarmi più di un sugo andato a male. che resta l'acido in bocca.
facciamo che raccolgo sassolini sulla spiaggia e non più provocazioni.
facciamo che non sopporto le conclusioni affrettate e azzannate, che so concludermi anche da sola.
facciamo che non pretendo e non voglio essere pretesa. nè protesa. nè tesa.
facciamo che alle lusinghe preferisco le meringhe.
facciamo che invece di comporre scompongo.
facciamo che mi preparo una tisana depurante a base di erbe silenziose. tralasciando l'ortica e la gramigna.
facciamo che un angolo ottuso diventa piatto. fondo e piano. forte.
facciamo che sfondo l'amara irritazione con un cioccolatino fondente e snocciolato.
facciamo che getto l'incarto per terra e non mi lavo i denti.
faccia
molo
sarò greve:
m'aggio.